Come lo facciamo

 

“Dapprima costruiscono favi, modellano la cera, cioè ricavano case e celle, quindi fanno figli, poi il miele. […] Niente è eseguito a scadenza, ma con solerzia raggiungono i loro obiettivi nei giorni sereni. Riempiono così le loro celle in una o due giornate.

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia.
 

Le api diventano stanziali e noi torniamo ad essere nomadi per raggiungere gli alveari, così come avveniva nelle primordiali società di cacciatori-raccoglitori, il cui sistema di sostentamento non si basava su alcuna forma di agricoltura o allevamento, ovvero consumo delle risorse naturali, ma faceva leva unicamente sull’acquisizione e sul prelievo di cibo e risorse alimentari dalla natura selvatica.

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Noi ci limitiamo a fare questo:

• mettere a dimora le famiglie di api in arnie Kenya Top Bar, realizzate da artigiani italiani in legno di abete;
• garantire all’alveare un adeguato approvvigionamento di scorte, mediante una raccolta dei soli favi in eccesso;
recuperare gli sciami naturali in apposite arnie, in quanto la numerosità delle famiglie non viene gestita, ma le si lascia sciamare (la sciamatura consiste nell’abbandono dell’arnia da parte della vecchia regina assieme ai 2/3 delle api presenti), permettendo loro di assecondare ciò che la natura ha previsto.

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